NCC conveniente: auto blu NCC. Noleggio con conducente.

Rassegna stampa TAXI ed NCC: cronaca e notizie sui taxi ed NCC

Rassegna stampa TAXI

Notizie sui taxi

Rassegna stampa NCC

Rassegna stampa TAXI ed NCC (due servizi complementari di auto pubblica che si pestano i piedi), curata da SitoPrimaPagina per la compagnia di noleggio con conducente:

“Auto Blu” di Gianluigi Caldelli

Tel. 3348337363

autoblubologna@gmail.com  P.I. 03146381201

Rassegna stampa NCC
Rassegna stampa TAXI

 

(in corsivo i nostri commenti relativi ad alcune notizie sui taxi e sugli NCC)

Rassegna stampa NCC

(Riccardo Tagliapietra su Il Messaggero – 16 settembre 2013)

Il racconto di un NCC pentito: «Tariffe gonfiate e pagamenti in nero».

Un autista NCC racconta il giro illegale dietro alle auto a noleggio: «Arriva un sms, prendi la tua auto e vai a prendere il cliente, e l’affare è fatto». Il turista è in trappola.

Una situazione irregolare segnalata dai tassisti e dai noleggiatori romani regolari, che hanno scritto alla polizia, alla guardia di finanza, all’Agenzia delle entrate, all’Ispettorato del lavoro. Un giro che a Roma è diventato la regola.

“L’anno scorso mi sono ritrovato a piedi – spiega Mario, il noleggiatore – Mi sono presentato a una cooperativa che cercava persone: preso.”

“Pagamento tutto in nero e blocchetto delle ricevute finte: ci chiamano dagli hotel ma in molti sono convinti siano taxi. Il lavoro comincia all’alba.”

“Alle sei e mezzo di mattina devi essere già sul Viano, pronto a partire». 

Mario, 54 anni, autista, racconta l’altro volto dei noleggiatori, quello delle cooperative che gestiscono il business romano con licenze fornite da altri Comuni, qualcuna pure sospesa.

Con garage fittizi e contratti di lavoro fasulli. Quattrocento euro al mese di «stipendio» pattuito con una firma su un foglio inutile.

IL CONTRATTO

«Mi hanno detto: ti facciamo un contratto a prestazione. Si tratta di un foglietto di carta dove l’autista si prende la responsabilità di tutto, specificando che non esistono vincoli tra chi guida e il cosiddetto datore di lavoro».

“Così non ci sono problemi legali, né di cause, né di rivendicazioni sindacali.”

«Ovviamente – continua – c’era un patto non scritto tra me e il capo della cooperativa: io guidavo, lui mi dava circa la metà degli incassi».

“Il lavoro è semplice. A organizzarlo è il capo che, attraverso la segretaria, gestisce una parte dei movimenti.”

«La sera ti mandano un sms con il numero di targa della vettura da prendere – racconta Mario – Quando arrivi nel garage, una rimessa illegale dove vengono parcheggiate le auto con licenze quasi tutte rilasciate da Comuni di fuori Roma, prendi la chiave e cominci».

“Se il cliente non c’è, si aspetta che arrivi l’sms con l’obiettivo.”

«Quando hai finito comunichi sempre via sms che il lavoro è terminato. Se hanno altri servizi, riparti. Altrimenti aspetti»,

E i clienti?

“Beh, la maggior parte sono turisti agganciati in città, negli hotel, nei ristoranti. Qui il prezzo è trattabile, mi capisce?”

“Pagano tutto in nero, io registro la corsa su un blocchetto di ricevute finte e lascio tutto nel deposito a fine turno». La serata termina verso le 11, circa 15 ore dopo.”

GLI ALBERGHI

Una buona fetta degli incassi deriva dai servizi per gli hotel. Ci sono hotel a cinque stelle, stamberghe, B&B.

“C’è un’interconnessione tra noi e gli alberghi” – racconta Mario, facendo i nomi degli hotel più lussuosi di Roma.

“AI cliente, quasi sempre straniero, veniamo spacciati come taxi, anche se non lo siamo. In questo caso le tariffe sono un po’ più alte.”

“Poi dei 55 euro pagati per andare a Fiumicino, 15 vanno al portiere che intasca subito i soldi e 40 euro a noi da dividere in due, tra me e il capo». Soldi che rimangono in cassa della cooperativa, che paga solitamente il 10 del mese successivo.”

“Intanto su strada, Mario lavora un giorno con la licenza di Roma, il giorno dopo di Greccio, l’altro di Ragusa.”

“La cifra massima che sono riuscito a prendere? Duemila euro in ventiquattr’ore. Avevo fatto 8 aeroporti. Avevo bisogno di soldi e forse ho rischiato, ma è andata bene”.

Rassegna stampa NCC

(Riccardo Tagliapietra su La Stampa, 11-Settembre-2013)

Licenze intestate a detenuti e garage abusivi: ecco i furbetti degli NCC a Roma.

ROMA – Licenze sospese, altre emesse sempre da Comuni fuori Roma e subito ritirate. Tante in odore di tangenti.

Decine sequestrate dalle Procure del centro Italia, che stanno indagando su un giro di falsi rilasci e mazzette.

Eppure alcune di quelle targhe sono di nuovo al lavoro a Roma, montate su auto che caricano i turisti, li portano a spasso e presentano il conto.

Perfino chi è finito sotto inchiesta per associazione a delinquere gira ancora in città con il suo minivan.

La posta in gioco è altissima, milioni di euro l’anno, molti dei quali in nero. E il business dei noleggiatori fuorilegge non sembra cedere il passo.

Le inchieste dei magistrati sono a macchia di leopardo, ognuna a sé, ma unite tracciano un disegno complesso in cui Roma è un come fiore prosciugato del nettare: i soldi dei milioni di turisti che sbarcano nella Capitale.

L’avidità ha i simboli di alcune cooperative con licenze «burine», ossia di fuori Roma, rilasciate da Comuni abruzzesi, campani, calabresi, siciliani, che operano senza regole.

LA CENTRALE ABUSIVA
Intanto perfino i sindacati e molti autisti regolari si sono improvvisati «investigatori», fornendo denunce circostanziate al Git, il gruppo di intervento traffico della polizia municipale.

Dal gruppo è arrivata la risposta che non è cosa loro e di «rivolgersi all’autorità giudiziaria competente per territorio».

Lo stesso gruppo, va ricordato, era finito al centro di un’inchiesta un anno e mezzo fa, culminata con l’indagine su due agenti della squadra vetture, Marco Croce 54 anni e Mario Ciliberti, 49: per il pm si facevano pagare per aggiustare i verbali e rilasciare licenze.

Intanto oggi, a pochi passi dagli uffici, lungo la Colombo è spuntato un deposito abusivo di NCC provenienti tutti da fuori città, all’interno di un autolavaggio.

All’interno una ventina di targhe: Quadri, Greccio, Sabaudia, Isernia in Molise, Montalto Uffugo nel cosentino, in Calabria.

Da questi comuni le auto dovrebbero (per legge) partire con un contratto già prenotato e arrivare a Roma. Ma è tutto fittizio.

IL BUSINESS DEI COMUNI
Altre cooperative hanno licenze rilasciate da piccoli Comuni, come Vernole in provincia di Lecce.

In questo caso l’autorimessa è ubicata presso un istituto di vigilanza pugliese, ma le licenze sono intestate a persone residenti a Fiumicino.

Il Comune di Santomenna, nel salernitano, dice di non aver emesso alcun bando nel 2011, eppure ci sono «sue» licenze che lavorano regolarmente a Roma.

Sant’Eufemia Maiella in provincia di Pescara, sulle licenze è chiara: il nuovo sindaco ha ravvisato parecchie irregolarità,

i rilasci «non sarebbero proporzionati alle esigenze del Comune».

A Villafranca in Lunigiana, paesino in provincia di Massa Carrara, di 4.800 abitanti, dopo il rilascio di 61 licenze è intervenuta la Regione Toscana.

Un business con cui assestare i bilanci per i piccoli Comuni che ogni anno ricevono dai titolari delle licenze da 700 a mille euro per un parcheggio fittizio in un prato comunale, o un rinnovo (senza contare ovviamente quelli in cui l’amministrazione è indagata per tangenti).

Ci sono pure autorimesse infilate in uno sgabuzzino, dove non entrerebbe nemmeno un motorino.

Tra le curiosità, 10 licenze rilasciate da Ragusa, in Sicilia, intestate a cooperative rigorosamente romane e una trentina approvate dal Comune di Campodimele, in provincia di Latina, una ogni 20 abitanti.

Rassegna stampa TAXI

(da unicataxibologna.it – 24 gennaio 2012)

LIBERALIZZAZIONI: LA SITUAZIONE DEI TAXI A BOLOGNA

PAOLO NATALI, responsabile provinciale del PD ai trasporti

L’attesa ed il clamore attorno al decreto del governo Monti sulle liberalizzazioni, ed in particolare le proteste preventive della categoria dei tassisti (che hanno assunto in alcuni casi caratteristiche francamente inaccettabili) mi hanno indotto, anche per il mio impegno nella segreteria del PD, ad approfondire il tema del funzionamento di questo servizio, del quale mi ero occupato a suo tempo da consigliere comunale.

In particolare ho cercato di capire, in relazione alla specifica situazione bolognese, in quale misura sia necessario, ed a quali condizioni sia possibile, raggiungere, attraverso i provvedimenti varati (art. 36 del decreto governativo ) gli obiettivi generali delle liberalizzazioni: allargare il mercato, eliminare i monopoli, favorire la concorrenza, lo sviluppo e l’occupazione, agevolare i cittadini utenti nei prezzi e nella qualità del servizio senza “castigare” ingiustamente ed inutilmente le categorie professionali interessate.

La conclusione a cui sono giunto sul servizio taxi ed NCC (noleggio con conducente, le cosiddette auto blu) è che il “Regolamento unificato per la gestione sovra-comunale degli autoservizi pubblici non di linea con autovettura”, approvato nel 2007 a Bologna, prevede modalità sostanzialmente coerenti con i contenuti del decreto Monti.

Innanzitutto è bene che, al di là di indirizzi generali da parte della costituenda Autorità nazionale dei trasporti, il potere di regolazione di questi servizi resti in mano ai Comuni.

Certo c’è il rischio che essi possano lasciarsi condizionare dal peso elettorale di una lobby chiassosa e battagliera, ma solo le amministrazioni locali possono decidere se sia necessario rilasciare un maggior numero di licenze per adeguare l’offerta alla domanda di un servizio che concorre all’organizzazione del sistema di trasporto pubblico locale.

Anche sull‘ambito territoriale di validità di una licenza è giusto che decidano i Comuni, in quanto loro è la competenza di pianificazione in materia di traffico.

A Bologna il servizio è organizzato a scala sovra-comunale, in base al Regolamento citato, sul territorio del capoluogo e di 11 comuni limitrofi, è svolto da 706 Taxi (609 su Bologna) e 245 NCC (227 sul capoluogo) ed interessa 5/6 milioni di utenti all’anno, rappresentando circa il 7% della mobilità complessiva.

Dopo le 41 nuove licenze attribuite a suo tempo dalla giunta Cofferati la situazione sembra equilibrata e l’offerta di servizio adeguata alla domanda, che è diminuita a causa della crisi.

Non sembra pertanto necessario al momento il rilascio di ulteriori licenze, né tantomeno va eliminato il riferimento al territorio che rappresenta un necessario presupposto per la programmazione.

Di fatto i tassisti si distribuiscono tra i 70 (circa) posteggi esistenti sul territorio adeguando le loro presenze alle oscillazioni della domanda nell’arco della giornata nei diversi luoghi, tenendo conto delle punte dovute a manifestazioni fieristiche o ad altri eventi.

Attualmente circa i 2/3 dei servizi vengono usufruiti attraverso il radiotaxi.

E’ anche possibile prendere un taxi “al volo” se la cosiddetta “civetta” del mezzo risulta accesa.

Naturalmente il Comune dovrebbe monitorare costantemente la relazione tra domanda ed offerta, promuovendo attraverso l’apposita Commissione consultiva mista, gli eventuali necessari adeguamenti organizzativi (turni ed orari).

C’è poi l’importante capitolo “tariffe” che sono (quelle dei Taxi) determinate amministrativamente e sottoposte periodicamente a revisione in base ad indici standard.

Di fatto, pertanto, la concorrenza sui prezzi tra i tassisti (che fanno riferimento a due organizzazioni cooperative, COTABO e CAT, che gestiscono il radiotaxi) è inesistente (il taxi non lo si sceglie ma si prende il primo della fila al posteggio o quello che arriva col radiotaxi).

Teoricamente praticabile, invece, la concorrenza per quanto riguarda il trasporto a NCC , dove operano due società (COSEPURI e SACA), a cui è possibile chiedere un preventivo e dove le tariffe sono liberamente determinate.

Le tariffe dei taxi sono fisse ed esposte all’interno dei mezzi e comprendono la quota di partenza (la cosiddetta “spostata” che compensa l’operatore per il viaggio di ritorno a vuoto dalla precedente destinazione), gli eventuali supplementi notturni, festivi, bagagli e la quota oraria (se il viaggio avviene con lentezza) o chilometrica (per percorsi rapidi).

Comunque la percezione dei cittadini è quella di un servizio troppo costoso, per ricchi, a cui si ricorre quando proprio non se ne può fare a meno.

Credo a questo proposito che potrebbe essere utile da parte della categoria una pubblica campagna d’informazione rivolta all’utenza potenziale, unita alla proposta di convenzioni e ad iniziative di sconto e di facilitazione per determinate categorie (taxi rosa ecc.) o condizioni.

Ridurre i prezzi ed allargare il mercato potrebbe risultare conveniente anche per i tassisti oltre che per gli utenti.

Così come prevedere modalità di servizio collettivo a prezzo ridotto per zone non servite dal trasporto pubblico locale come il territorio rurale a nord del capoluogo.

Il taxi collettivo, rivolto a più persone che effettuano il medesimo percorso (ad es. Fiera-Stazione) a prezzo scontato è già previsto ed organizzato dagli stessi tassisti, ma risulta assai poco utilizzato, forse per l’ individualismo che ancora caratterizza molti utenti.

Infine va detto che ciò genera ancora diffidenza nei confronti dei tassisti è il sospetto di evasione od elusione fiscale che, stando ai dati dell’Agenzia delle entrate sugli studi di settore, sembra caratterizzare la categoria.

A questo riguardo sarebbe utile che tutti (e non solo una parte) dei tassisti bolognesi si dotasse dell‘apparecchio Bancomat, che i passeggeri ricorressero in modo generalizzato a tale forma di pagamento e che comunque venisse reso obbligatorio il rilascio della ricevuta fiscale.

Rassegna stampa TAXI ed NCC

(Giovedì 19 Gennaio 2012 – Studio della Cgia di Mestre sui quattro maggiori paesi europei)

I costi di gestione di un’auto pubblica in Italia sono i più alti d’Europa

I costi di gestione dei taxi italiani sono i più elevati tra i grandi paesi dell’Unione Europea: il gasolio per autotrazione costa quasi il 16% in più, il peso della pressione tributaria (ovvero, le  imposte, le tasse ed i tributi sul Pil) è superiore di 3 punti percentuali; l’assicurazione dell’autovettura costa addirittura il 58% in più; mentre l’aumento medio del listino prezzi delle autovetture registrato nell’ultimo anno è stato superiore del 2,7%.

A denunciare questa situazione è la Cga di Mestre che ha preso in esame quattro voci di spesa che incidono non poco sull’attività di un tassista.

I confronti sono impietosi soprattutto quando la comparazione avviene con la Germania: i tassisti italiani pagano 0,246 euro in più un litro di gasolio; 6,4 punti percentuali in più di tasse; 185 euro in più all’anno per  assicurare l’automezzo.

In merito alle motivazioni che hanno portato la categoria dei tassisti a manifestare duramente  contro il Governo Monti, il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha affermato che “tutti i processi di liberalizzazione dovrebbero avere come obiettivo la riduzione dei i costi a carico dei consumatori e migliorare le condizioni generali di mercato.

In queste ultime settimane, invece, ci è parso di capire che la deregolamentazione cui il Governo darà luogo nei prossimi giorni, verrà usata come strumento per ‘colpire’ alcune categorie di operatori economici che non godono di un particolare consenso presso l’opinione pubblica.

Possibile che i problemi dell’economia italiana siano i tassisti, i proprietari dei chioschi lungo le spiagge, gli edicolanti e i farmacisti?”

Per Bortolussi  è pur vero che da qualche parte bisogna pur cominciare, ma “perché iniziare dalla ‘coda’ se è palese a tutti che bisogna intervenire sulle assicurazioni, sulle banche e sul settore energetico?”

Rassegna stampa TAXI ed NCC

(da unicataxibologna.it – 20.10.2011)

MOLTE AUTO PUBBLICHE DI ALTRI COMUNI VENGONO A LAVORARE A BOLOGNA

I clienti scarseggiano e la pedonalizzazione promessa dal sindaco Virginio Merola rischia di peggiorare ancor più la situazione, ma la vera piaga per tassisti e auto blu a Bologna sono gli ‘abusivi’, ovvero le tante macchine che prendono la licenza in un altro Comune ma poi si presentano tutti i giorni ad esercitare sotto le Due torri.

“Sono il 30%, offrono un servizio di scarsa qualità, non danno garanzie di nessun tipo e ci fanno concorrenza sleale, eppure non ci sono controlli”, denunciano oggi in Comune i vertici di Cat, Cotabo, Cosepuri e Saca, quattro tra le maggiori sigle di tassisti ed Ncc bolognesi invitati in commissione Mobilità per raccontare problemi e necessità del settore.

Quel che e’ peggio, però, e’ che gli abusivi vengono facilitati nella concorrenza sleale da “portieri d’albergo complici a cui allungano una percentuale, in modo tale che chiamano loro e non noi, tra l’altro facendo spendere di più al cliente”, dice Gino Onofri presidente di Cosepuri. “Il fenomeno e’ conosciuto da tutti e riguarda l’80% degli alberghi ‘bene'”.

Come arginare la piaga delle auto a noleggio abusive?

I tassisti ci provano da tanto tempo: un tentativo e’ stata la campagna pubblicitaria del ‘bollino blu’ (una sorta di etichetta di riconoscimento di tassisti e auto blu autorizzate), che non ha però centrato l’obiettivo.

La cosa non e’ affatto semplice, anche perché di fatto un’auto a noleggio può entrare in territori comunali diversi da quello della licenza, quello che non va e’ che questo avvenga tutti i giorni.

Cat, nel maggio scorso, e’ passata alle maniere forti e ha presentato una denuncia in Procura. 

Spiega il vicepresidente Ermanno Simiani: “Abbiamo segnalato il problema e consegnato le fotografie di 140 targhe abusive, speriamo che presto si muova qualcosa”.

In attesa che il fronte giudiziario porti risultati, le associazioni dei tassisti sperano che anche il Comune possa fare qualcosa, come hanno spiegato questa mattina.

Un’idea potrebbe essere quella di modificare il sistema di ‘registrazione’ a Palazzo d’Accursio di taxi ed NCC, propone Onofri di Cosepuri, azienda che può contare su circa 280 auto blu tra città e provincia e si trova a dover fare i conti con “circa 120 concorrenti abusivi”.

Al momento, a Palazzo D’Accursio esiste una “banca dati permanente”, in cui le targhe di auto di tassisti e auto blu vengono registrate e man mano aggiunte, spiega Onofri.

Questo archivio comprende tutte le targhe che per un qualche motivo hanno girato sul territorio sovra-comunale (Bologna più 12 Comuni della provincia), ma non e’ prevista nessuna verifica sui movimenti.

“Si potrebbe pensare di istituire un meccanismo per cui un taxi che ha una licenza esterna sia tenuto a comunicare, con una telefonata o una mail, quando deve venire a Bologna”, propone Onofri.

“In questo modo si vedrebbe se uno viene un giorno perché deve accompagnare un cliente da Milano oppure viene tutti i giorni sotto le due torri anche se la sua licenza e’ riferita a un paesino del ferrarese”.

La commissione mobilità andrà a fondo sulle questioni sollevate dai tassisti: l’udienza conoscitiva di stamattina, richiesta da Michele Facci del Pdl, e’ solo il primo di una serie di incontri, ha ripetuto più volte il presidente di commissione Francesco Critelli (Pd).

Ai prossimi verranno a parlare altre associazioni di categoria e poi, soprattutto, i sindacati.

L’intento dei consiglieri comunali e’ di costruire un “percorso” e poi attivarsi per risolvere i problemi sollecitati dai tassisti.

Che intanto, però, hanno “finalmente” ottenuto un incontro con l’assessore Colombo per il 26 ottobre.

A Colombo chiederanno conto di tante cose, dagli abusivi ai taxi rosa, dal calo degli introiti alla pedonalizzazione.

“La crisi la stiamo avvertendo anche noi, i clienti sono sempre meno.

Basta guardare i nostri posteggi: se non e’ una giornata di fiera con la pioggia, si vedono spesso lunghe file di auto in attesa” dicono Giuliano Osti (Saca) e Onofri.

Alla Cosepuri, poi, si registrano anche tanti casi di “imprese che fanno fatica a pagarci”. E la piaga degli abusivi peggiora di gran lunga la situazione.

“Ormai in giro ci sono più di un 30% di abusivi che lavorano illegalmente, siamo a livello di Napoli o di Roma.

Io credo che per una città come Bologna questo non sia accettabile” afferma Simiani di Cat, che vorrebbe anche sapere dal Comune cosa ne sia stato della percentuale (il 20%) dell’incasso ottenuto dalla vendita delle 41 nuove licenze del 2008. 

“Quel 20% doveva essere destinato a investimenti per migliorare il servizio, possono dirci cosa e’ stato a fatto?” chiede ai consiglieri della commissione Mobilità.

Degli abusivi si lamenta anche il presidente di Cotabo, Riccardo Carboni, che sostiene la necessità di una maggiore informazione al cliente.

“Loro non hanno colpa, dovrebbero essere messi al corrente se utilizzano un mezzo regolare o no”.

Onofri torna poi sulla questione della connivenza dei portieri d’albergo.

“Il nostro non e’ un attacco agli albergatori, non ce la prendiamo con loro, ma e’ un fatto.

Ogni anno consegniamo la tabella dei nostri prezzi fissi l’1 gennaio e il 2 è già nel cestino, si da’ la precedenza ad operatori border line che pagano il 20-30% al portiere di turno”.

Onofri, fuor di microfono, ricorda tra l’altro che questa faccenda fu segnalata all’assessore Maria Cristina Santandrea.

E Simiani ricorda che, qualche anno fa, un portiere d’albergo venne licenziato “dopo che noi trovammo e portammo all’albergo prove inconfutabili”.

Rassegna stampa NCC

(Ultime Notizie – 14.9.2011)

Autonoleggio NCC Bologna, mercato troppo chiuso

Mercato blindato in mano alle cooperative, un andazzo che deve finire per dare nuove opportunità alle imprese del settore noleggio con conducente.

Lo chiede Federnoleggi, l’associazione aderente a Confesercenti, secondo cui è «sbagliato continuare a pensare ad una prospettiva fatta di vincoli, licenze, numero chiuso».

A Bologna, denuncia il presidente dell’associazione Fabio Fabbri, per le auto blu che svolgono funzioni analoghe a quelle dei taxi, quindi un servizio pubblico, «la situazione è ancora più blindata in quanto il servizio di noleggio con conducente è gestito da due cooperative, che hanno creato un mercato protetto in cui è impossibile entrare e addirittura progettano la loro fusione per creare un monopolio, dettare le regole, gestire le licenze e determinare le tariffe».

Rassegna stampa NCC

(Corriere di Bologna – 28.5.2011)

Basta auto blu per gli assessori. Merola: solo Panda a metano.

D’ora in poi per le missioni saranno utilizzati i mezzi «verdi» già in dotazione al Palazzo

Il sindaco Virginio Merola vieta ai propri assessori l’uso delle auto blu per le missioni interne al territorio comunale: i nuovi componenti della giunta viaggeranno a bordo delle cinque Panda bianche a metano che sono attualmente a disposizione di Palazzo d’Accursio, ovviamente a rotazione e a seconda delle esigenze di ognuno.

Naturalmente il divieto verrà sospeso nel caso di missioni fuori provincia perché per fare viaggi lunghi la cosa si farebbe un po’ complicata.

Di sicuro cinque auto blu in meno in giro per il centro storico non contribuiranno ad abbassare le polveri sottili che inquinano l’aria di Bologna, il cui livello è innalzato tra l’altro anche dal traffico della tangenziale e dell’autostrada e da altri agenti inquinanti, ma di sicuro sono un formidabile messaggio simbolico rivolto alla cittadinanza.

Il sindaco ha comunicato l’intenzione di far girare gli assessori con le Panda a metano del Comune nella sua primissima riunione informale di giunta poco prima della presentazione ufficiale alla stampa e a quanto si apprende non ci sono state obiezioni di sorta.

Nelle giunte precedenti, gli assessori avevano sempre avuto a disposizione la possibilità di noleggiare un’auto blu e in alcuni casi questa possibilità veniva addirittura utilizzata anche per brevi spostamenti tra il Comune e la sede della Provincia a Palazzo Malvezzi che dista poche centinaia di metri. In teoria il divieto vale per tutti, sindaco compreso che ha promesso di viaggiare o in autobus o in bicicletta, ma è facile immaginare che in certe occasioni Merola si concederà qualche eccezione.

La disposizione sul divieto di utilizzo delle auto blu deve essere messa chiaramente in relazione con la scelta di togliere i pass per il centro storico ad assessori e consiglieri comunali e di trasformare l’attuale area adiacente al cortile del Pozzo in un’area pedonale.

Qui i numeri delle auto che circoleranno in meno cominciano a essere un po’ più significativi ma di certo anche in questo caso non si tratta di una riduzione che possa influire sulla qualità dell’aria. Ancora una volta siamo di fronte a un messaggio che ha invece un forte significato simbolico.

Quando si andranno a chiedere sacrifici ai cittadini sui loro spostamenti sarà più facile presentarsi alla guida di una Panda a metano e senza il pass per il centro storico. Insomma, anche attraverso questi messaggi, l’amministrazione Merola e in particolare il neoassessore alla Mobilità, Andrea Colombo avranno un consenso maggiore nel procedere con la radicale rivoluzione della mobilità che prevede di arrivare a pedonalizzare una vasta area del centro compresa tra Palazzo d’Accursio e piazza Aldrovandi.

La direzione è probabilmente inevitabile ed è quella verso la quale si muovono le principali città europee, con una piccola ma significativa differenza.

Bologna, dopo l’ormai definitiva rinuncia alla metrotramvia e dopo il colossale flop del tram Civis è al punto zero a livello di dotazione infrastrutturale e probabilmente non basterà mettere qualche filobus in più. Sul Civis ormai la speranza dichiarata del sindaco è quella che la commissione Sicurezza sul tram lo bocci impedendone la circolazione, in modo da poter puntare su dei semplici filobus.

Ma sia il progetto di convogliare i soldi del metrò sul potenziamento del servizio ferroviario metropolitano (in pratica si farebbe un nuovo braccio in città) e sia la possibilità di archiviare il Civis saranno delle vere e proprie corse a ostacoli.

Olivio Romanini

Un’idea simpatica del ns. sindaco, condita da populismo e da qualche complicazione:

– Gli assessori gireranno in Panda due porte con l’autista o guideranno da soli? In quest’ultimo caso perderebbero un sacco di tempo per trovare parcheggio, in qualsiasi zona di Bologna siano diretti.

– Gli assessori comunali di una città importante come Bologna fanno e ricevono continuamente telefonate sul cellulare: mentre guideranno le Panda a metano del Comune, avranno a disposizione un ottimo impianto “viva voce” di serie o dovranno guidare con una mano sola rischiando multe e incidenti?

Se poi staranno ben attenti e concentrati sulla guida, non potranno in quei momenti concentrarsi al meglio sugli interessi di Bologna (ma forse avranno l’occasione per valutare nuovi rimedi ai problemi di traffico e di parcheggio).

– Quanto costa annualmente al Comune di Bologna acquistare e mantenere cinque Panda a metano ed alcuni autisti?

– Siamo proprio certi che, per qualche giretto in città degli assessori, non sarebbe più economico utilizzare le auto blu di servizio pubblico (magari con tariffa convenzionata) così assicurando anche maggiore sicurezza e dignità sia ai passeggeri sia ai cittadini?

– Sembra paradossale che il Comune conceda le licenze di esercizio alle “auto blu” e poi decida che il loro utilizzo non conviene.

– Sarebbe logico che il Comune si comportasse come un qualsiasi cittadino che, pur in possesso di un’ecologica Panda a metano, può decidere in qualche occasione e per un qualche motivo di usare un’auto pubblica, magari altrettanto ecologica.

Infatti le auto abitualmente adibite a servizio pubblico hanno sistemi di scarico con filtri anti-particolato e bassissime emissioni di CO2.

Per alcuni modelli di prestigio il solo sistema di scarico dei gas costa quasi come una Panda!

Notizie sui taxi

(Corriere nazionale, 28 Marzo 2012)

A Palermo i taxi meno cari d’Italia, a Bologna i più salati.

Indagine Tripadvisor: corse care anche a Firenze e Venezia.

Viaggiano per le strade di Palermo i taxi meno cari d’Italia,
Bologna è invece tra le città più care.
E’ quanto emerge da una indagine condotta in 9 città, (Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Venezia) da Tripadvisor.
I prezzi delle città sono stati confrontati in base al prezzo medio di una corsa in taxi di otto chilometri.
Nel Sud Italia viaggiare sulle auto bianche è più conveniente: Palermo è prima per convenienza, con un costo medio di 9,18 euro, seguita da Napoli (9,2 euro) e da Bari con 9,4 euro.
A Bologna il prezzo medio per corsa è di 14,02 euro, seconda tra le città più care è Firenze (14 euro).
Venezia, con un prezzo medio per corsa che si aggira attorno ai 13,89 euro, conquista la terza posizione.
Cagliari è quarta con 13,04 euro per corsa.
A metà classifica si piazzano Milano, con un prezzo medio per corsa di 11,40 euro, e Roma, con un prezzo medio di 10,16 euro per corsa.

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Notizie sui taxi

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